Forfait allargato al test dell’Iva
Manovra 2027. Gli effetti perversi dell’innalzamento a 100 mila euro del tetto di ricavi per il regime a forfait costringe i contribuenti della fascia intermedia a una farraginosa gestione contabile ibrida, mantenendo l’imposta sostitutiva Irpef ma subendo l’obbligo dell’Iva ordinaria in fattura e dei relativi adempimento periodici. Tra decadenze sfasate in corso d’anno ed effetti vincolanti per gli esercizi successivi, se il via libera di Bruxelles non sarà tempestivo, la manovra 2027 cancella la tradizionale semplicità del regime forfetario, trasformando una norma di favore in un labirinto burocratico. Come anticipato la manovra introduce una maggiore capienza per la tassazione sostitutiva Irpef ma genera un articolato disallineamento procedurale giacché l’estensione della soglia a 100 mila euro opera tempestivamente ai fini delle imposte dirette, mentre la franchigia per l’esenzione Iva resta temporaneamente ancorata al limite di 85 mila euro, in attesa del formale completamento dell’iter di autorizzazione da parte della Ue.