Accertamenti fiscali, stop dei giudici all’uso improprio dell’AI
Non possono avere valore probatorio le risposte fornite dall’intelligenza artificiale. Lo hanno stabilito i giudici della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania che con la sentenza 4759/2026, hanno affrontato il caso di una verifica tributaria sul credito d’imposta ricerca e sviluppo frutto di ricerche effettuate con l’ausilio di chatbox. Proprio alla luce di questa pronuncia sono arrivate le linee guida sull’AI del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, con l’obiettivo di fornire garanzie per le verifiche fiscali eseguite con la supervisione dei funzionari. Sul caso specifico le Entrate hanno avviato un audit interno per accertare i fatti e adottare tutte le misure necessarie. Secondo l’Agenzia l’intelligenza artificiale costituisce un’opportunità che però va governata con estrema cautela, poiché la trasparenza e la lealtà verso i cittadini costituiscono valori non negoziabili.