Dogane, i kit scaglionati non evitano il dazio più alto sul prodotto finito
Importare componenti in spedizioni scaglionate non mette al riparo dal dazio più alto dovuto sul prodotto assemblato. Lo ha stabilito il Tribunale Ue con la sentenza resa ieri in relazione alla causa T-529/25. Componenti dichiarati in momenti diversi, anche su più mesi, vanno trattati come bene completo smontato se fattori oggettivi mostrano che formano un insieme con le sue caratteristiche essenziali. Per chi importa kit di biciclette elettriche dalla Cina il rischio è duplice: dazi ordinari e antidumping sul finito, oltre a contestazioni penali. La vicenda nasce dall’importazione dalla Cina di componenti di e-bike dichiarati come parti staccate per evitare i dazi antidumping dovuti sui veicoli finiti. La dogana ha ricondotto le dichiarazioni scaglionate a kit completi. Il Tribunale ha chiarito che la presentazione simultanea delle merci non è un requisito indispensabile. Se elementi oggettivi provano che i pezzi formano un insieme, la classificazione deve avvenire come prodotto finito.